domenica 12 maggio 2013

INVALSI
Misurare non vuol dire valutare.

Il nostro unico strumento di valutazione di una persona che sta crescendo è un test, non si perdono forse tutti quei segnali verbali e non verbali che lo studente ci mette a disposizione nel percorso didattico? Siamo sicuri che misurazione e valutazione sono sinonimi? Ma poi, quali sono gli obiettivi dei test? Come e quando avviene la loro restituzione a docenti, studenti, genitori degli studenti? Perché questa restituzione non è trasparente? Quali sono i livelli minimi di qualità del sistema di istruzione da garantire?
Quale modello di scuola si intende realizzare? Com'é possibile stabilire un modo chiaro per verificare se gli obiettivi siano stati raggiunti o meno?

--> L'articolo completo su "Il Manifesto"

lunedì 6 maggio 2013

Ripubblicizzare l'acqua
un problmema politico ed economico.

Il clamoroso successo ottenuto nel 2011 dai referendum sull'acqua, ha modificato lo scenario nel quale operano le società di gestione del servizio idrico.

Tuttavia questo non significa che si possa procedere ovunque ad una ripubblicizzazione del servizio. Anzi, il nuovo Metodo Tariffario Transitorio predisposto dall'autorità nazionale per l'energia e il gas (AEEG), competente anche per l'acqua, pone problematiche per la realizzazione di questo obiettivo.

La fiscalità generale oggi non è in grado di sopportare i costi della ripubblicizzazione. Senza un intervento legislativo, le condizioni per gestire il servizio idrico senza ricorrere i privati in molti contesti sono molto proibitive.

Cerchiamo di capirne di più giovedì sera, nell'incontro organizzato dal Comitato per l'acqua pubblica di Parma.


--> Comitato per l'Acqua Pubblica - Parma

lunedì 22 aprile 2013

Misurare il rifiuto residuo, per ridurlo

La raccolta differenziata a Colorno è diventata ormai un’abitudine consolidata.

Grazie alla sensibilità e alla collaborazione dei suoi cittadini e delle sue imprese, il sistema di raccolta dei rifiuti “porta a porta” ha consentito di raggiungere negli ultimi anni ottimi risultati: da circa il 32% di raccolta differenziata del 2005 a circa il 70% del 2012.

E' però arrivato il momento di fare un ulteriore passo in avanti: premiare i cittadini virtuosi mettendo loro a  disposizione una tassa “ritagliata su misura”.

Significa che verrà utilizzato un nuovo sistema di calcolo più preciso e più equo, che premierà le  utenze più virtuose. Quindi una separazione dei rifiuti riciclabili sempre più puntuale consentirà di ridurre i rifiuti residui destinati allo smaltimento e di ottenere pertanto un sensibile risparmio sulla quota della TARES relativa all’Igiene Urbana.

In pratica, ogni famiglia e ogni attività nel territorio colornese avrà a disposizione un contenitore grigio per il rifiuto residuo “intelligente” che, grazie ad un microchip, potrà essere letto dall’operatore ogni volta che viene esposto e vuotato. Già oggi chi differenzia in modo corretto sa che restano pochi rifiuti da gettare nel contenitore del rifiuto residuo e quindi minore è la necessità di vuotarlo, in particolare facendo attenzione ad esporlo solo quando è pieno.

In sintesi, più si differenzia, più si riducono i rifiuti residui, più si può risparmiare.

--> Il rifiutologo 2013 del Comune di Colorno (utenze domestiche).

giovedì 4 aprile 2013

Crisi economico-sociale e Partecipazione


IL CONTESTO:
Oggi risulta difficile riproporre le stesse formule partecipative che fino a qualche anno fa potevano risultare efficaci. Le principali ragioni sono:
  • il sostanziale azzeramento dei margini di manovra sul Bilancio del Comune che impedisce l’attivazione di nuovi servizi o l’ampliamento dell’offerta ai cittadini;
  • l’incalzare continuo di problematiche teoricamente riguardanti l’ordinaria amministrazione, ma che richiedono soluzioni di carattere straordinario;
  • il sottodimensionamento del personale del Comune;
  • l’impossibilità di avvalersi di collaborazioni esterne per i percorsi partecipativi;
  • la crisi economico-sociale che sposta i bisogni reali e percepiti dei cittadini;
  • la scarsa fiducia nelle istituzioni o comunque nella loro capacità (e possibilità) di introdurre significativi cambiamenti.
Queste ragioni, impongono una riformulazione del metodo di approccio ai percorsi partecipativi. Una riformulazione che deve partire innanzitutto da una analisi critica dello stato dell’ente, degli obiettivi politici e delle forze e risorse disponibili.


LA POSSIBILE SOLUZIONE:
Non disponendo di margini decisionali, oggi le Amministrazioni Comunali sono portate a chiudersi nel palazzo sotto il peso della crisi e della difficoltà nel garantire l’ordinaria amministrazione.
  • Un percorso partecipativo pensato per socializzare i problemi e condividere le soluzioni, può rappresentare un valore aggiunto per l’Amministrazione:
  • se mancano le risorse, è giusto spiegare il perché e condividere le priorità;
  • il percorso partecipativo può consentire ai cittadini di percepire il fatto che garantire l’ordinaria amministrazione è una impresa straordinario;
  • anche in tempo di crisi, le questioni sulle quale prendere decisioni non mancano;
  • i Consiglieri Comunali, possono collaborare e diventare parte attiva nella realizzazione dei percorsi, trovando un riconoscimento pubblico al loro impegno;
  • quando le persone ragionano insieme, emerge maggiore consapevolezza del valore dell’interesse comune rispetto a quello individuale;
  • un Comune che in tempo di crisi fa partecipazione può veicolare maggior fiducia nelle istituzioni.


IL METAPROGETTO:
  1. Fase preliminare: la Giunta e la Maggioranza individuano le questioni rilevanti e definiscono con chiarezza gli obiettivi del percorso partecipativo. Questa fase si conclude con la predisposizione di una lavagna dei temi caldi (Hot Topic Board).
  2. Progettazione: coinvolgendo i consiglieri comunali, eventualmente attraverso una Commissione,si individuano le più adeguate modalità e strumenti per la realizzazione di un percorso di partecipazione davvero efficace. Questa fase si conclude con la predisposizione del progetto esecutivo.
  3. Realizzazione: il percorso partecipativo si attua attraverso la collaborazione di coloro che hanno attivamente partecipato alla ideazione e alla progettazione del percorso stesso. Questa fase si conclude con un report finale che deve indicare con chiarezza le scelte maturate e le indicazioni per eseguirle.
  4. Attuazione: è la traduzione in atti istituzionali di quanto indicato nel report finale e si avvia attraverso l’approvazione in Consiglio Comunale di un documento di indirizzo che vincola l’Amministrazione al mantenimento degli impegni assunti


lunedì 18 marzo 2013

Dalla parte del problema
o dalla parte della soluzione?


L’elezione di Piero Grasso e Laura Boldrini rispettivamente alla seconda e terza carica dello Stato, è una bellissima notizia che riempie di emozione e diffonde una discreta speranza per l’immediato futuro.
Queste due grandi personalità della società civile, sono la miglior risposta alla forte richiesta di cambiamento che arriva dal popolo italiano e che si è manifestata in modo chiaro e indiscusso anche attraverso il clamoroso risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle.

Nello stesso tempo, l’elezione a vescovo di Roma di Papa Francesco e la sua semplicità comunicativa, rappresentano una svolta decisiva per la Chiesa: oggi abbiamo un Papa nel quale anche i non credenti possono intravedere un esempio positivo e, soprattutto, una ragione di speranza per il futuro.

Ovviamente c’è molto da fare e le incertezze sul futuro sono ancora tante; ma almeno abbiamo dato un primo e significativo segnale di vita sul quale costruire i prossimi passi per uscire dalla crisi economica, sociale, ma anche morale, della nostra società.

E qui adesso viene il bello. Perché è arrivato il momento della verità: è arrivato il momento nel quale sarà possibile distinguere chi vuole davvero partecipare alla ricostruzione, da chi vuole solo distruggere o da chi vuole solo continuare ad arraffare: adesso vedremo chi vuol solo far parte del problema e chi invece si schiera dalla parte della soluzione.

Sono convinto che senza una presenza così qualificata del M5S, oggi non avremmo questi due presidenti. Il Movimento ha ottenuto il suo primo risultato; ma per raggiungerlo è dovuto uscire da quell’ "integralismo religioso” nel quale lo ha confinato Grillo, il quale professa una catartica devastazione dell’esistente, ma non spiega come avverrà la ricostruzione.

E’ palpabile la contraddizione emersa in questi giorni tra le riunioni a porte chiuse, quasi massoniche, dei grillini e il loro programma elettorale ricco di parole come “trasparenza”, “comunicazione”, “condivisione”: un programma che parla di trasmissione in streaming delle sedute dove si prendono le decisioni, per allargare così la partecipazione di tutti i cittadini....
Perché Grillo non permette il referendum tra i suoi elettori su quale soluzione proporre al Parlamento? Ha forse paura che il risultato non sia quello da lui desiderato?

Io credo che la maggior parte degli elettori del M5S non voglia la distruzione totale delle istituzioni italiane ed europee; ma semplicemente ne chieda un profondo cambiamento: la loro normalizzazione e umanizzazione. E’ vero, il sistema economico-finanziario che guida il modello di governance dell’Unione Europea, e che vede in Monti il suo più agguerrito sostenitore, va completamente ribaltato; ma questo risultato non si può raggiungere attraverso una guerra contro tutto e tutti, come propone Grillo. Ne risulterebbe solo la carneficina dei soggetti più deboli.

Oggi Grillo deve decidere se portare i suoi al massacro o consentire invece loro di migliorare il sistema contaminandolo da dentro con l’onestà, la freschezza e l’entusiasmo che hanno dimostrato di possedere. Oggi i suoi parlamentari eletti devono scegliere se vogliono essere i "black-bloc" della politica o piuttosto la forza propulsiva di un cambiamento epocale.

sabato 2 marzo 2013

Rifiuti, a Colorno si cambia
ma arriva la Tares...



Nel 2006, Colorno è stato il primo comune della Provincia a partire con la raccolta rifiuti domiciliare, passando nel giro di pochi mesi dal 30% al 70% di raccolta differenziata e ottenendo di conseguenza numerosi riconoscimenti e citazioni.

Negli ultimi anni, mentre il dato di Colorno si consolidava, altri territori hanno migliorato nettamente il loro risultato superando abbondantemente il nostro 70% che oggi non è più considerato un risultato di eccellenza. In questi anni abbiamo lavorato molto sulla diffusione di una cultura attenta alla riduzione del rifiuto e all’attenzione al recupero e non a caso il quantitativo di rifiuti complessivi prodotti a Colorno, si colloca in una fascia medio-bassa.

Il progetto Ri-Utilizziamo, nella sua semplicità è stato replicato da molti Comuni; così come attraverso il progetto Comune Leggero, da alcuni anni mettiamo “in rete” diversi soggetti impegnati in pratiche virtuose: condomini, negozi, famiglie e, soprattutto la scuola.

E’ però finalmente arrivato il momento di dare quel “colpo di reni” che ci porterà non solo ad incrementare ancora il livello di raccolta differenziata, ma anche e soprattutto, a riconoscere finalmente agli utenti (famiglie, negozi, imprese) un costo collegato alla effettiva produzione di rifiuto. Al centro del progetto non ci sarà più la raccolta di differenziata, ma il rifiuto residuo.

Il materiale differenziato non è rifiuto perché viene recuperato generando così un valore economico; il rifiuto residuo, invece, genera solo costi e problemi: meno ne produciamo e meno pagheremo. Ad ogni singola utenza sarà assegnato un proprio contenitore per la raccolta del residuo.

La produzione dei rifiuti sarà misurata sulla base della effettiva esposizione di questi contenitori. Tutti i dettagli saranno resi noti nella campagna informativa che precederà il passaggio al nuovo sistema e che prevede incontri pubblici, distribuzione di depliant informativi e sopraluoghi dei tecnici. Il 2013 è anche l’anno dell’entrata in vigore della Tares (Tassa Rifiuti e Servizi) introdotta dal governo Monti alla fine del 2011 e che sostituisce l’attuale Tariffa di Igiene Ambientale (TIA).

In quanto tassa, la Tares presenta delle complicazioni che rischiano di generare costi aggiuntivi per gli utenti. Mentre l’IMU è una imposta sul possesso di aree e fabbricati, la Tares è una tassa sull’utilizzo di un immobile e quindi deve essere pagata da chi utilizza l’immobile e prevede anche una componente per i cosiddetti servizi indivisibili (come l’illuminazione pubblica o lo spazzamento neve) pari a 0,30 € al mq.

E’ bene chiarire che le entrate del Comune generate da questa quota della Tares, corrispondono ad un equivalente taglio di trasferimenti da parte dello Stato. Il Comune non ricava nulla di più.

Mirko Reggiani
Assessore ai Servizi Pubblici del Comune di Colorno

--> il sito del Comune di Colorno.

martedì 26 febbraio 2013

Il cuore oltre l'ostacolo



La situazione del bilancio del Comune di Colorno è al tempo stesso virtuosa e dolorosa. Dal punto di vista della gestione contabile, il nostro bilancio ha accompagnato la crisi economica internazionale iniziata a fine 2008 (quando molti politici la negavano) attraverso la grossa frenata della spesa corrente. 

Nel 2013 per far funzionare il Comune e tutti i servizi collegati, prevediamo di spendere 450mila Euro in meno di quanto è stato speso nel 2008. Nell’arco dei sei anni, si tratta di una riduzione del 7% della spesa; ma se si considerano anche gli effetti dell’inflazione, l’abbattimento reale della spesa arriva al 14%.

È evidente che una tale riduzione delle spese avrà dei grossi contraccolpi sulla nostra Comunità. Già dalla fine del 2012, molti contributi sono stati azzerati, così come sono state di molto ridotte le spese di manutenzione ordinaria. I costi delle utenze (illuminazione e riscaldamento in primis), invece aumentano a ritmo sempre più elevato, mangiandosi di fatto le economie che si riescono a produrre attraverso le tante piccole azioni quotidiane. Come Amministrazione stiamo affrontando con impegno e attenzione questo nuovo anno difficile (speriamo sia davvero l’ultimo) e per questa ragione abbiamo scelto per la prima volta dopo tantissimi anni di approvare il bilancio di previsione entro i termini ordinari di legge. 

Le variazioni a cui saremo soggetti nel corso dell’anno saranno tante e numerose da costringerci a continue correzioni di rotta. Tuttavia, l’avere a disposizione un bilancio già approvato ci ha evitato l’entrata in esercizio provvisorio, consentendo così agli uffici comunali di lavorare al meglio e individuare fin da subito le migliori opportunità nella spesa. Sul fronte delle entrate, invece, continuano le note dolenti dei tributi locali.

Con l’istituzione dell’IMU, la pressione fiscale del Comune dal 2008 al 2013 è aumentata quasi del 50%, mentre i trasferimenti da Stato, Regione e Provincia nello stesso periodo sono complessivamente diminuiti del 77%. Ormai il bilancio del Comune è garantito quasi totalmente da chi vive, lavora, utilizza i servizi o fa impresa a Colorno.

Per limitare nel 2013 un ulteriore ricorso all’imposizione fiscale, l’Amministrazione intende vendere (ma non svendere) l’area dell’ex-campo Puccini, in modo tale da arrivare al pareggio di bilancio. Il federalismo fiscale, almeno sul fronte delle entrate, è pienamente realizzato! Peccato però che sul fronte delle uscite, il patto di stabilità ci impedisca di utilizzare buona parte delle risorse incamerate.

Per il 2013, il Comune di Colorno dovrà comunque garantire allo Stato di risparmiare 647mila Euro. Quindi, anche se il bilancio di previsione è impostato a pareggio (Entrate previste=Uscite previste); non sarà possibile spendere tutte le risorse che entreranno. Dobbiamo trattenere la cifra indicata dal patto di stabilità. Questo meccanismo ha prodotto negli anni un grosso incremento della giacenza di cassa che è passata dai 900mila Euro del 2009 ai 2,3 milioni di fine 2012. Dallo scorso anno questo denaro è stato spostato per legge nella tesoreria centrale dello Stato, pur restando assegnato al Comune.

Va poi ricordato che nel 2012, la Regione Emilia-Romagna (ma non lo Stato) ha abbassato l’obiettivo del patto di stabilità del Comune di Colorno per consentire il pagamento dell’intervento di messa in sicurezza della scuola primaria e di sistemazione dell’Aranciaia dopo gli eventi sismici di fine maggio. Il Comune di Colorno non ha quindi preso denaro per via del terremoto; ma ha solo ricevuto il permesso di spendere quelli che aveva. Infine, una nota positiva.

La situazione finanziaria del nostro Comune è positiva: l’indebitamento complessivo negli ultimi 5 anni è calato del 25%, generando il valore pro-capite più basso della provincia. Anche se la situazione non è rosea, dobbiamo guardare avanti impegnandoci per dare sempre il meglio. Dobbiamo stringere la cinghia e gettare il cuore oltre l’ostacolo.

Mirko Reggiani
Assessore al Bilancio del Comune di Colorno

--> Il sito del Comune di Colorno

lunedì 4 febbraio 2013

La partita da giocare

E' davvero inopportuno impostare una campagna elettorale facendo a gara su chi abbasserà di più le tasse, enunciando proposte clamorose o reiterando promesse mai mantenute. Attraverso la propria competizione interna, la destra contrappone il populismo della pancia di Berlusconi alla altezzosa sobrietà del professor Monti. Ricette molto diverse, ma che sono unite dal denominatore comune di non mettere in discussione l'attuale modello economico-sociale imposto dai potentati finanziari che dopo aver generato questa crisi, pretendono di farla pagare in toto a chi non solo non l'ha causata, ma nemmeno dispone di risorse per affrontarla.

Il rigore e l'austerità del Patto di Stabilità imposto dall'Europa, strozza l'economia quotidiana dello Stato poichè da un lato tartassa le famiglie e il lavoro attraverso una imposizione fiscale insostenibile e dall'altro impedisce ai Comuni di spendere le risorse incamerate per garantire i servizi, le manutenzioni e realizzare gli investimenti. In questo modo non c'è lavoro, si abbassa il reddito delle famiglie e di conseguenza anche il gettito fiscale; i servizi vengono tagliati proprio mentre il bisogno aumenta per effetto delle nuove povertà dilaganti.

I Comuni, che sono il terminale dello Stato sul territorio, non ce la fanno più. Da assessore al bilancio di un Comune medio-piccolo, sto sperimentando direttamente come negli ultimi cinque anni i trasferimenti dallo Stato e dagli altri enti si siano ridotti quasi dell'80%, mentre nello stesso periodo le imposte locali sono aumentate del 50%; ma questo nuovo gettito è in buona parte bloccato dal patto di stabilità. Riduciamo i servizi, limitiamo la manutenzione delle strade e non riusciamo a realizzare nuove opere. Il bilancio del Comune sembra sempre più una trincea di guerra.

Da questa situazione non si esce nè con le piazzate di Berlusconi e nemmeno con l'austerità di Monti. Occorre invece avere il coraggio di cambiare il modello di società, applicando semplicemente i principi della nostra Costituzione, a partire da: "L'Italia è un Repubblica fondata sul Lavoro" e "Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva". Solo ricominciando dal lavoro e sostenendo le imprese che mettono al centro il lavoro, possiamo far ripartire l'economia. Solo tassando le speculazioni e recuperando risorse da chi le ha sottratte al fisco, si può abbattere la pressione fiscale. Non ci sono bacchette magiche.

Sinistra Ecologia Libertà propone di realizzare un modello economico-sociale e culturale che sia davvero orientato alla qualità della vita delle persone, in alternativa a quello economico-finanziario che attraverso la misurazione dello spread influenza le scelte politiche degli Stati. E' fondamentale garantire ai giovani cultura e istruzione, che sono i pilastri fondamentali per emanciparli dai modelli consumistici promossi dal berlusconismo e da quelli classisti imposti dal'establishment finanziario che sostiene Mario Monti. E' questa la partita da giocare.

Mirko Reggiani
candidato al Senato della Repubblica
per Sinistra Ecologia e Libertà