Le recenti morti di Stefano Cucchi e di Giuseppe Saladino sono solo casi isolati? E l'uccisione del tifoso Gabriele Sandri all'autogrill? E il pestaggio a morte di Federico Aldrovandi nel 2005? Questi sono i casi più clamorosi perchè balzati agli onori della cronaca nazionale. C'è una netta sensazione che un nuovo e peoccupante corso sia iniziato con la morte di Giuliano Giuliani quel venerdì del luglio 2001 durante il G8 di Genova, seguito dal massacro della Diaz la sera successiva.
Io non credo affatto alla presenza di una regia sistematica che programma metodicamente la morte di questi ragazzi. Qui si tratta però di un clima generale che si è stratificato negli ultimi vent'anni portando al quasi totale degrado del valore della vita umana.
Troviamo questo degrado nel comportamento di diversi agenti delle forze dell'ordine come lo ritroviamo nell'indifferenza della gente che magari commenta anche: "ben gli sta, perchè se l'è cercata". Tossicodipendenti, clandestini, ragazzi dei centri sociali e ultras, sono tutti soggetti che disturbano la nostra tranquillità, e minano il nostro bisogno di sicurezza e vanno eliminati. E' questo il ragionamento conscio o inconscio che molti fanno, approvando questi episodi di violenza e disprezzo della vita.
Attezione che il non indignarsi, il non dire nulla corrisponde di fatto a un'approvazione di questi metodi: chi è protagonista di questi episodi si sente legittimato dall'assenza di indignazione e procede, perdendo talvolta il controllo, come travolto da una euforia collettiva.
Ma sono vite umane, sono persone! E soprattutto, potremmo trovarci noi al loro posto! Qualcuno dirà: "a me non può capitare, io non mi drogo, io sono a posto". Niente di più sbagliato!
Quando si deve limitare la libertà e la democrazia si comincia sempre con coloro che danno più fastidio agli altri, i quali così non protestano. Ma poi si arriva a colpire tutti coloro che arrecano disturbo, tutti coloro che esprimono un pensiero critico. E alla fine non ci sarà più nessuno a protestare...
Quanto accade in questi ultimi anni assomiglia a quanto avvenuto nel secolo scorso all'inizio del ventennio fascista. Se eviteremo il ripetersi di una catastrofe simile, sarà grazie al fatto che con la globalizzazione da fuori ci guardano e forse verranno a salvarci prima che si troppo tardi...
Ma è giusto affidarsi solo a questo auspicio? Io penso di no.
Io penso che sia necessario "fare manutenzione", come ha detto Marco Paolini in TV nello spettacolo dell'altra sera.
Facciamo manutenzione a questa società. Ognuno nel suo piccolo o nel suo grande si prenda cura di qualcosa, si impegni a raccontare, spiegare, aiutare, donare....
...ma sopratutto a riflettere!
Mirko
PS. Io non ho una religione, ma vorrei che per una volta i sacerdoti in chiesa spiegassero queste cose con parole chiare e mettessero così molti presunti fedeli di fronte all'ipocrisia della loro indifferenza e della loro squallida superficialità. Le chiese sarebbero forse meno frequentate ma più genuine...