venerdì 31 dicembre 2010

Nostalgia del futuro

Noi dovremmo tornare alla bellezza...

  • la bellezza delle relazioni
  • la bellezza dell'accogliere l'ambiente naturale
  • la bellezza dell'accogliersi tra generi
  • la bellezza dell'accogliersi tra generazioni, tra vivente e non vivente
  • la bellezza di custodire per trasmettere al futuro
La bellezza di immaginare che il presente non siano queste sabbie mobili di precarietà, ma sia la capacità di far tesoro del passato, anche di saperci congedare dal passato, ma non per rimanere bloccati qui, piantati in questo eterno presente ma per riprendere il cammino.

PERCHE' NOI SIAMO SEMPRE QUELLI
CHE HANNO NOSTALGIA DEL FUTURO!
(Nichi Vendola)

giovedì 30 dicembre 2010

ACQUA - attendiamo il referendum!

COMUNE DI COLORNO
Consiglio Comunale del 29/12/2011


Ordine del giorno per la richiesta di una moratoria
sulla normativa relativa al Servizio Idrico Integrato


Premesso che
  • con la delibera C.C. n. 4/2010 il Comune di Colorno ha modificato il proprio Statuto, introducendo al comma 4 dell'articolo 46, il principio secondo il quale «il servizio idrico integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto essenziale per garantire l'accesso all'acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini e quindi la cui gestione va attuata secondo gli art.. 31 e 114 del d.lgs n. 267/2000»
  • oltre un milione e quattrocentomila donne e uomini di questo Paese hanno firmato i tre quesiti referendari promossi dal Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e da una grandissima coalizione sociale raccolta nel Comitato Promotore.
  • il diritto di accesso alle acque, come bene primario e universale, è incompatibile con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita;
  • il nostro Paese è attraversato da una importante e diffusa discussione su tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal “decreto Ronchi” che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione;
  • con la loro sottoscrizione delle proposte referendarie, quelle donne e quegli uomini hanno posto un’imprescindibile questione di democrazia: sulla gestione di un bene essenziale alla vita la decisione non può essere delegata ad alcuno ma deve appartenere a tutti attraverso il referendum.

Il Consiglio Comunale del Comune di Colorno chiede

- alle forze politiche e alle istituzioni:

  • l’immediata approvazione, comunque entro il 31.12.2010, di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal “decreto Ronchi” e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale;
  • la proroga a dopo la consultazione referendaria delle scadenze imposte dall’art. 23 bis della Legge n. 133/2008 e successive modificazioni, (31 dicembre 2010 in alcune situazioni e 31 dicembre 2011 per altre), e quelle previste dalla Legge 42/2010 sulla soppressione delle A.ATO, come organi di decisione da parte dei Comuni sui modelli di affidamento.
  • L'approvazione di un provvedimento di deroga a quanto previsto dalla Legge 352/1970, in modo da poter svolgere i referendum entro il 2011, anche in caso di elezioni anticipate;
- agli enti locali competenti:
  • la ripubblicizzazione del servizio idrico e la sua gestione pubblica e partecipata, fermando tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni.
--> L'art. 46 dello Statuto del Comune di Colorno
--> Il forum Acqua Bene Comune

sabato 25 dicembre 2010

VOLEVO DIRE COSE
Ragione #4: "Rabbia"

VOLEVO DIRE COSE
Le ragioni delle mie canzoni

Racconti di una creatività musicale come spazio per comunicare
e per mobilitare una coscienza comune

Venerdì 28 gennaio 2010
ore 21.30
A Colorno, da Fio

Per informazioni: info @ fabbrica-best.org

VOLEVO DIRE COSE. E' uno spettacolo musicale-culturale che è nato durante gli incontri della fabbrica di nichi della Bassa Est parmense. Nei mesi scorsi abbiamo ragionato sulle iniziative che potevamo realizzare per parlare di contenuti politici senza rinunciare allo stare bene in compagnia.

LE RAGIONI DELLE MIE CANZONI. Cinque cantautori si incontrano e suonano le loro canzoni speigandoci come sono nate, raccontandoci le loro riflessioni e le loro emozioni e attraversando cinque aspetti della nostra vita: ambiente, persone, emarginazione, rabbia, speranza...

--> Articolo11 - Il blog della Fabbrica BEST;
--> Fabbrica BEST TV su Youtube.

mercoledì 22 dicembre 2010

Servizi Pubblici e Libertà


Privatizzare le aziende pubbliche
per risolvere i problemi di gestione dei servizi è come togliere alle persone la Libertà per risolvere i problemi della giustizia.

L'acqua è un bene comune, di tutti noi. La sua gestione deve essere pubblica.


--> Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
--> La richiesta di moratoria in attesa dei referenda.
--> Sinistra Ecologia e Libertà.
-->
Lo Statuto del Comune di Colorno.

martedì 14 dicembre 2010

Rifiuti - Proviamo a cambiare atteggiamento

Per comprendere davvero le questioni ambientali, dobbiamo cambiare completamente il nostro modo di ragionare su ciò che è giusto e utile. Tutti quanti sappiamo bene che i rifiuti rappresentano un problema; ma la maggior parte di noi pensa che i rifiuti ci saranno sempre. Si pensa ai rifiuti solamente come un problema da limitare, ma mai da superare.

Ma i rifiuti in natura NON esistono! Se saltano fuori, deve trattarsi di una anomalia, di un errore. L’opzione RIFIUTI ZERO è quella naturale. E’ assurdo non riuscire a perseguirla!

Il vero problema non è quello di smaltire correttamente i rifiuti. Il problema vero è quello di smettere di consumare male e sprecare materia ed energia. Il problema vero è quello di trovare la forza di metterci tutti in gioco, cambiando le nostre abitudini, a partire dalle più piccole e insignificanti!

  • Quando vi lavate i denti, chiudete sempre l’acqua mentre li spazzolate?
  • Quando andate a fare la spesa, vi portete sempre le borse di tela da casa?

Occorre convertire gli impianti per produrre manufatti recuperabili. Si tratta di un grosso investimento che può essere finanziato dalle risorse che verranno risparmiate in futuro grazie all’eliminazione di rifiuti. Oggi non ci riusciamo perché non ne siamo capaci, non ne abbiamo il coraggio e non è conveniente per il sistema economico che trae profitto dall’assetto attuale. Servono nuove leggi che favoriscano un nuovo modello industriale.

Occorre progettare in modo più lungimirante. L’invenzione della plastica è stata davvero positiva per l’economia? Se la bottiglia di plastica si portasse dietro il suo reale costo ambientale (compreso l’impatto della dispersione nell’ambiente), forse torneremmo al vetro?

  • Si stanno diffondendo finalmente i pannelli solari, ma stiamo pensando a come recuperare questi materiali tra vent’anni? Stiamo ripetendo gli errori del passato?

Nel XXI secolo pensiamo di essere liberi, ma siamo solo liberi di esserlo! Siamo schiavi di modelli di consumo che ci vengono trasmessi come necessari.
Non siamo più liberi di decidere cosa ci piace e cosa no; cosa è necessario e cosa no; cosa è giusto e cosa no.

Se non diventiamo consapevoli di questo fatto, non possiamo pensare di modificare la nostra cultura economica, culturale e ambientale.

--> Intervento sulla gestione dei rifiuti presso la Scuola di Colorno;
--> Il sito del Comune di Colorno;
--> Il portale Ambiente della Provincia di Parma.

martedì 7 dicembre 2010

ACQUA E RIFIUTI NEL CENTRO-SINISTRA

ACQUA E RIFIUTI NEL CENTRO-SINISTRA
Due grossi problemi, due grandi opportunità!

NONSOLORIFIUTI

Per comprendere e trovare una soluzione credibile al problema dell’inceneritore di Parma, il centro-sinistra deve decidersi ad affrontare con chiarezza la questione dei servizi pubblici ambientali. Al problema della corretta gestione dei rifiuti, va infatti aggiunto quello della corretta gestione dell’acqua. Su quest’ultimo tema abbiamo l’impressione che nel centro-sinistra stia accadendo qualcosa di paradossale: da un lato le sue componenti politiche si dichiarano sostanzialmente a favore della non rilevanza economica del servizio idrico; dall’altro, queste stesse forze accettano pacificamente il fatto che oggi Iren ed Hera (le ex-municipalizzate con significative partecipazioni private) gestiscono il servizio idrico per la maggior parte dei comuni della nostra Regione, in palese contrasto con le numerose mozioni, ordini del giorno, proposte di modifiche statutarie, che si propagano in tanti consigli comunali.

In provincia di Parma, oltre ad Iren, abbiamo due società interamente pubbliche che gestiscono il servizio idrico (Emiliambiente e Montagna 2000). Queste due realtà dovranno presto fare i conti con la normativa sulla privatizzazione, in un contesto legislativo incerto (non sappiamo se si svolgeranno i referenda) e senza che sia chiaro quale sarà il soggetto istituzionale che erediterà le competenze dell’ATO (Autorità di Ambito Territoriale) che, salvo colpi di scena, verrà soppressa alla fine di quest’anno.

IL SUPERAMENTO DELLE ATO

Dal punto di vista della gestione dei rifiuti, va riconosciuto che l’abolizione delle ATO consente di superare una delle ragioni più importanti che hanno motivato la scelta di costruire un impianto di incenerimento a Parma. Con la soppressione delle ATO, salta la logica di “ambito territoriale” per la quale ogni provincia deve essere pienamente autonoma nello smaltimento dei rifiuti. Dall’altra parte, però, non è chiaro chi erediterà le competenze delle ATO, in quale modo saranno gestiti i rapporti con i territori e quale assetto territoriale verrà disegnato per i gestori dei servizi.

In queste settimane si sente parlare di una probabile cessione alla Regione delle attuali competenze delle ATO. Se il luogo delle decisioni strategiche e organizzative verrà spostato a Bologna, è molto probabile che i comuni piccoli oltre a non essere consultati nelle scelte più importanti (come già avviene adesso), non potranno più confrontarsi agevolmente e contenere le politiche industriali dei grandi gestori (Iren ed Hera) finalizzate sempre più a massimizzare il profitto. I processi decisionali sull’erogazione dei servizi rischiano di limitarsi alla sola consultazione dei comuni capoluogo e pochi altri privilegiati.

IL RUOLO DELLA REGIONE

L’assetto che la Regione vorrà articolare dopo il superamento delle ATO sarà dunque determinante per il futuro di tutte le società presenti sul territorio. Abbiamo il timore che da questo punto di vista nella classe dirigente del centro-sinistra, nonostante le spinte dal basso a difesa dell’acqua pubblica, ci sia una rassegnazione di fondo che assume la privatizzazione dell’acqua come un fatto acquisito, deciso, irreversibile e inevitabile.

Siamo inoltre convinti che anche sulla vicenda dell’inceneritore, lo spazio di risoluzione non può che passare dalla Regione. Il nostro gruppo consiliare ritiene che sia molto difficoltoso individuare e realizzare una “alternativa parmigiana”. Altra cosa sarebbe invece ridefinire e riorganizzare il sistema regionale, partendo dall’idea sostenibile che nove inceneritori già operativi sono più che sufficienti per una regione che vanta un così elevato livello di raccolta differenziata e che presenta ampi margini di miglioramento.

UN NUOVO SISTEMA REGIONALE DEI RIFIUTI

Con una adeguata politica ambientale ci sembra praticabile l’obiettivo di predisporre un piano regionale trentennale che arrivi a spegnere progressivamente tutti gli impianti di incenerimento e che:

  • superi il concetto di autonomia provinciale, mantenendo quello di autonomia regionale;
  • riconverta e ricalcali gli impegni di spesa già assunti per l’inceneritore di Parma, verso una impiantistica alternativa;
  • potenzi ed estenda la raccolta differenziata spinta su tutto il territorio regionale, passando dal domiciliare al famigliare ovunque sia possibile;
  • preveda incentivi economici e sgravi fiscali alle aziende che si adoperano per il contenimento degli imballi e la riduzione dei rifiuti sostenuti con disincentivi a carico di tutte le altre;
  • preveda la realizzazione di impianti per il recupero di ulteriori frazioni conferite sul secco-residuo;
  • preveda l’attivazione su tutto il territorio regionale di impianti di estrusione come quello di Vedelago.

La nostra proposta è dunque quella di non limitarsi a ricercare una soluzione alternativa all’inceneritore di Parma, ma di ridiscutere tutto il sistema regionale per smettere di costruire questi impianti e spegnere nel tempo quelli esistenti!

Secondo noi quindi, tanto la partita sull’inceneritore, che quella sull’acqua oggi si decidono a Bologna. Abbiamo però la percezione che su questi temi nel centro-sinistra ci sia l’imbarazzo e il timore di mettere in discussione l’attuale sistema, che oggi garantisce sul settore ambiente profitti elevatissimi ad Iren ed Hera.

RIPORTARE IL PAESE A SINISTRA

Se il centro-sinistra continuerà a proclamare da un lato i sacrosanti principi della difesa dei diritti della persona e dell’ambiente, e dall’altra parte continuerà ad avallare e sostenere i programmi dei potentati economici, continuerà quella emorragia di voti da parte di quegli elettori delusi che esprimono il loro discanto attraverso l’astensionismo e il voto ai movimenti di protesta. Il risultato che il Movimento 5 stelle ha raggiunto nello scorso aprile, dovrebbe ricordarci che l’ambiguità e l’equilibrismo ci portano solo verso l’agonia politica.

Il nostro gruppo consiliare rappresenta sia “Rifondazione Comunista” che “Sinistra Ecologia e Libertà”. Il recupero culturale dei valori di sinistra passa secondo anche attraverso una nuova considerazione del termine “Ecologia”, inteso comune un sistema economico equo e sostenibile per l’ambiente, per le persone, per la società.

Oggi questi delicati passaggi su inceneritore e acqua rappresentano forse un problema; ma se ci sarà la capacità di sfruttarli per impostare una politica che mette al centro le persone e il bene collettivo, allora diventeranno per noi un’opportunità di esprimerci ed agire in modo chiaro, recuperare consensi e riportare davvero il paese a Sinistra!